Riforma endoregionale / Caronna (Pdl): "Ati 4 ente inutileche brucia risorse, ricondurre le funzioni agli organi elettivi"

 
Caronna
(PTN/MC) – TERNI – “L’Ati è uno strumento che va in controtendenza rispetto al dettato costituzionale e all’orientamento generale verso il taglio dei costi della politica”. Lo ha affermato stamattina in una nota Gabriella Caronna (Pdl, nella foto) cogliendo l’occasione della recente nomina del sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo a presidente dell’Ati 4 della provincia di Terni. “Ribadisco – dice la Caronna – quanto già precedentemente sostenuto sia in Consiglio provinciale nella passata legislatura, sia al Cal, che è in linea con le tesi sempre esposte dall’ex presidente della Provincia Andrea Cavicchioli e relative al fatto che la regione Umbria avrebbe dovuto sentire il dovere di spingere sul riassetto territoriale e su un sistema istituzionale basato sui tre organi elettivi i quali hanno il primato democratico rispetto a strutture verticistiche di secondo livello. Gli Ati invece – secondo la Caronna - entrano a ‘piedi pari’ nelle competenze delle Province, in particolare su quella di Terni, creando una sovrapposizione quantomeno pletorica. Quando si dice infatti che tale organismo costituisce lo strumento istituzionale con il quale i Comuni possono promuovere in modo coordinato lo sviluppo economico e sociale del territorio di area vasta, in effetti si sottraggono competenze precipue alla Provincia che dalla Legge 142/90 in poi è stata sempre riconosciuta come l’ente coordinatore dello sviluppo economico e sociale sul territorio di area vasta. Non si può prevedere un nuovo soggetto dotato di personalità giuridica, autonomia regolamentare, organizzativa e di bilancio se lo stesso non è definito né dalla Costituzione né dalle leggi dello Stato. Questo progetto di riforma non può funzionare e non contribuisce allo snellimento delle procedure e delle strutture burocratiche aggravando ulteriormente i costi di gestione. L’attuale Governo con il nuovo disegno di legge ha comunque cominciato a scompaginare questa riforma che non persegue gli obiettivi della razionalizzazione e del contenimento della spesa, ma che ha messo in piedi ‘inutilmente un nuovo carrozzone da aggiungere ai tanti esistenti e che verrà soppresso come gli enti territoriali intermedi. Sappiano i nuovi consiglieri provinciali che questa è stata anche la posizione unanime dei due Consigli provinciali all’Upi regionale”.
 

 
Pubblicato il 27/07/2009

 

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