Attività del Presidente

 

Conferenza stampa di presentazione di "Umbria Water Festival". L'intervento del presidente della Provincia di Terni, Feliciano Polli

 

Perugia, 11 maggio: "La vicenda ha avuto inizio in occasione del “think tank” sul turismo organizzato a Todi dall’assessore regionale al turismo nel novembre 2010.
L’idea dell’Umbria regione dell’acqua, proposta in quella circostanza dall’arch. Guarducci e condivisa dall’assessore Bracco, è stata da me recepita e concordata con lo stesso Guarducci nella medesima mattinata; raro esempio di “incoscienza” e rapidità decisionale.
UWF ha trovato successivamente l’adesione ed il sostegno della Regione dell’Umbria, della Provincia di Perugia e delle due Camere di commercio di Perugia e Terni, soggetti che si sono costituiti in un comitato promotore da me presieduto.
L’acqua ci ha immediatamente proiettato verso la Cascata delle Marmore, simbolo dai molteplici e pregnanti significati:
- risorsa
- ambiente
- storia
- tecnologia
- sviluppo industriale.
L’acqua ci ha fatto pensare al Tevere, fiume che ha avuto un grande ruolo nello sviluppo di Roma e dell’impero romano,
al lago Trasimeno,
al Nera,
al lago di Piediluco
e a tante altre cose, a partire dalle acque termali e minerali.
UWF mette simbolicamente e significativamente insieme ambiente, cultura, sport ed economia per promuovere l’Umbria attraverso un evento, di portata nazionale e internazionale, ispirato all’acqua.
Alla base c’è il valore strategico dell’acqua per il mondo intero. Di qui la collaborazione con l’Unesco–Wap (il Programma delle Nazioni Unite per la valutazione delle risorse idriche mondiali) che ha concesso il patrocinio morale all’iniziativa.
Il lancio a livello nazionale e internazionale è iniziato in Olanda (Fiera turismo Utrecht), è proseguito alla Bit di Milano, alla Borsa mediterranea del turismo di Napoli e, infine, al VI Forum mondiale dell’acqua di Marsiglia, in occasione della presentazione del rapporto mondiale delle Nazioni Unite sull’acqua.
L’interesse per UWF, nel corso del tempo, è andato via via crescendo in modo sorprendente ed esponenziale, anche grazie al coinvolgimento di moltissimi soggetti, a partire dai Comuni (ben 67), altri enti (Arpa, Ato, Consorzi di bonifica, ecc.), soggetti culturali, sociali ed economici di livello nazionale (ad es. Ordine nazionale dei giornalisti, WWF) e regionale, Università degli Studi di Perugia, Università per gli stranieri, associazioni e imprese che hanno sostenuto e promosso il festival anche con iniziative e progetti da loro organizzati.
Ne è scaturito un programma (a disposizione) particolarmente ricco e articolato che spazia negli ambiti più diversi:
- attività didattiche e scientifiche
- spettacoli
- convegni e incontri
- mostre
- degustazioni e corsi enogastronomici
- sport all’aperto
- escursionismo
- benessere
- turismo
Un programma diffuso, quindi, nel territorio tanto che possiamo dire che UWF è l’evento che, più di ogni altro, coinvolge, caratterizza e rappresenta il territorio regionale.
A conferma, il programma è particolarmente nutrito e corposo, composto da oltre 300 tra eventi, iniziative e progetti, tanto che, più che come un opuscolo divulgativo, si presenta, come potete constatare, come una vera e propria guida.
Un programma che esprime concretamente la volontà di lanciare l’Umbria come “capitale mondiale dell’acqua”.
Non dobbiamo in ogni caso dimenticare che questa è l’edizione numero zero e che intendiamo proseguire nei prossimi anni."
 

25 aprile 2012. L'intervento del presidente Feliciano Polli

 

"Quella di oggi non è solo un’importante ricorrenza, la liberazione dal nazifascismo, ma una data ricca di significati che induce a serie riflessioni. All’indomani del 25 aprile 1945, forte era negli italiani il desiderio di voltare pagina, una brutta pagina segnata dalle distruzioni, dal sangue, dall’odio, dalla miseria, per ricostruire in fretta il paese, collocandolo in una posizione di prestigio nel consesso europeo e mondiale. Con la fine del totalitarismo, i partiti tornarono a svolgere un ruolo determinante garantendo, con il libero concorso di idee e il loro apporto fattivo, il passaggio alla democrazia e ad un nuovo assetto costituzionale basato sulla partecipazione di tutti i cittadini. Da allora, molte, profonde, e decisive sono state le trasformazioni in tutti i campi, grazie soprattutto ad un poderoso processo di sviluppo che ha, peraltro, consentito di governare i grandi cambiamenti e di superare le difficoltà che si sono presentate nel corso degli anni. Al centro dell’Italia ci sono stati, come dicevamo, i partiti, quegli stessi partiti che devono rinnovarsi se vogliono tornare, come è necessario, al centro del processo democratico. Il tema della qualità della politica e della capacità di governo è un dato fondamentale per la credibilità del paese e per il suo rilancio. Oggi, a differenza di quando, all’indomani del 25 aprile, iniziò la ricostruzione, le vie d’uscita dalla crisi e la non più rinviabile politica ripresa dello sviluppo e dell'occupazione, anche per una posizione rigida dell'Unione Europea , in particolare, della Germania, non sono così chiare. E questo rende la situazione attuale più complicata e incerta di quella di allora anche perché le persone nutrono scarsa fiducia nella politica e nella possibilità che possano esserci venire tempi migliori. Questo clima di sconforto e sfiducia, unitamente alle difficoltà crescenti delle persone, potrebbe costituire un’insidia per lo stesso sistema democratico e potrebbe, in ogni caso, rendere più difficile il ripetersi dello straordinario impegno di allora per la costruzione del futuro.
Di qui l’urgenza pressante di riformare la politica e di individuare obiettivi credibili e condivisi per il bene comune; un progetto convincente per tutti, in particolare, per i giovani il cui avvenire è sempre più incerto. Il 25 aprile ha oggi, quindi, un senso e un valore soprattutto se favorisce un grande sforzo che, ora come allora, aiuti a restituire la fiducia e la speranza. Dev’essere questo l’impegno prioritario del governo del paese e delle stesse autonomie locali; questo è l’impegno che è richiesto a ciascuno di noi. Nel nostro territorio sono in gioco obiettivi strategici, dall’industria, all’università, alla ricerca alla sanità, alle politiche di sviluppo e valorizzazione del territorio; obiettivi che delineano prospettive assai importanti. Insieme, con grande impegno, come stiamo già facendo, dobbiamo conseguirli in tempi rapidi. E’ questo un modo concreto di ricordare il 25 aprile, considerandolo un grande esempio per il cammino della nostra comunità e del nostro paese."


 

Mostra dedicata a Luca Signorelli. Il presidente Feliciano Polli:"immaginare un nuovo Rinascimento come stella polare del futuro del nostro territorio e dell’Italia".

 

Questo il saluto del presidente Feliciano Polli alla cerimonia inaugurale della mostra dedicata a Luca Signorelli, Orvieto, sabato 21 aprile 2012: "Questa mostra, con il suo grande rilievo, intende focalizzare, a livello nazionale e internazionale, l’attenzione sulla straordinaria personalità artistica del Signorelli e, con lui, su una parte davvero preziosa del patrimonio culturale dell’Umbria e del paese.
Un patrimonio, ne siamo perfettamente convinti, e lo diciamo con le parole del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che “costituisce una ricchezza e una risorsa enorme”; una risorsa che abbiamo il dovere di fare conoscere e valorizzare. Questo è il senso del nostro impegno.
Con il Signorelli siamo di fronte ad uno dei momenti più alti dell’arte del Rinascimento, com’è testimoniato, in modo particolarmente efficace e suggestivo, forse unico, dagli affreschi nella Cappella Nova del Duomo di Orvieto, in cui, per citare il filosofo Enrico Castelli, “tutto sembra vivere, muoversi, e le figure, che quasi si staccano dai muri, paiono meravigliarsi che sui nostri visi, più che il terrore sui loro volti, si legga stupore e ammirazione”.
Luca Signorelli, per il modo con cui dà vita ai personaggi e per l’uso del colore, è stato, tra l’altro, considerato dai maggiori storici ed esperti d’arte come un anticipatore di Michelangelo.
La sua arte, profondamente immersa nella religiosità del suo tempo, “possiede - come è stato scritto - il fascino di una anticipazione sul perenne” e resta di grande attualità.
Con questa mostra, l’Umbria e, per quanto ci riguarda, la Provincia di Terni, mette a disposizione degli studiosi, degli appassionati e dei turisti un patrimonio d’inestimabile valore, proprio di un periodo di grande fervore e splendore artistico quale fu il Rinascimento, capace di suscitare grandi emozioni.
E proprio il forte richiamo al Rinascimento deve giungere come un appello a tutti noi a immaginare un nuovo Rinascimento come stella polare del futuro del nostro territorio e dell’Italia.
Questo evento racchiude, quindi, rilevanti significati e indicazioni e, con la sua forte capacità evocativa e d’attrazione, costituisce un degno omaggio ad un grande maestro dell’arte universale, alla sua capacità di cogliere i cambiamenti ed anche uno stimolo ad interpretarne il messaggio forte, trainante e innovativo."
 

Mostra dedicata a Luca Signorelli. Il presidente Feliciano Polli:"immaginare un nuovo Rinascimento come stella polare del futuro del nostro territorio e dell’Italia".

 

Questo il saluto del presidente Feliciano Polli alla cerimonia inaugurale della mostra dedicata a Luca Signorelli, Orvieto, sabato 21 aprile 2012: "Questa mostra, con il suo grande rilievo, intende focalizzare, a livello nazionale e internazionale, l’attenzione sulla straordinaria personalità artistica del Signorelli e, con lui, su una parte davvero preziosa del patrimonio culturale dell’Umbria e del paese.
Un patrimonio, ne siamo perfettamente convinti, e lo diciamo con le parole del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che “costituisce una ricchezza e una risorsa enorme”; una risorsa che abbiamo il dovere di fare conoscere e valorizzare. Questo è il senso del nostro impegno.
Con il Signorelli siamo di fronte ad uno dei momenti più alti dell’arte del Rinascimento, com’è testimoniato, in modo particolarmente efficace e suggestivo, forse unico, dagli affreschi nella Cappella Nova del Duomo di Orvieto, in cui, per citare il filosofo Enrico Castelli, “tutto sembra vivere, muoversi, e le figure, che quasi si staccano dai muri, paiono meravigliarsi che sui nostri visi, più che il terrore sui loro volti, si legga stupore e ammirazione”.
Luca Signorelli, per il modo con cui dà vita ai personaggi e per l’uso del colore, è stato, tra l’altro, considerato dai maggiori storici ed esperti d’arte come un anticipatore di Michelangelo.
La sua arte, profondamente immersa nella religiosità del suo tempo, “possiede - come è stato scritto - il fascino di una anticipazione sul perenne” e resta di grande attualità.
Con questa mostra, l’Umbria e, per quanto ci riguarda, la Provincia di Terni, mette a disposizione degli studiosi, degli appassionati e dei turisti un patrimonio d’inestimabile valore, proprio di un periodo di grande fervore e splendore artistico quale fu il Rinascimento, capace di suscitare grandi emozioni.
E proprio il forte richiamo al Rinascimento deve giungere come un appello a tutti noi a immaginare un nuovo Rinascimento come stella polare del futuro del nostro territorio e dell’Italia.
Questo evento racchiude, quindi, rilevanti significati e indicazioni e, con la sua forte capacità evocativa e d’attrazione, costituisce un degno omaggio ad un grande maestro dell’arte universale, alla sua capacità di cogliere i cambiamenti ed anche uno stimolo ad interpretarne il messaggio forte, trainante e innovativo."
 

Sanità e nuovi ospedali."Niente rivoluzioni, il modello Umbria non va smontato: Terni resti com'è"

 

Il presidente della Provincia di Terni, Feliciano Polli, e il sindaco, Leo Di Girolamo, sono interventi, con questo articolo pubblicato domenica 15 aprile da "Il Messaggero", nel dibattito sulla riforma del sistema sanitario regionale: "Dopo l’approvazione del bilancio regionale, per la Regione si riapre il cantiere delle riforme, a partire da quella che riguarda il nostro Servizio Sanitario Regionale. E’ in questo delicato frangente intendiamo ribadire le nostre posizioni e valutazioni, che hanno trovato anche forza e legittimazione in documenti votati dalle nostre assemblee elettive. In primo luogo l’Umbria arriva a questa riforma in una condizione di assoluta eccellenza nel quadro dei vari Servizi Sanitari Regionali. Tutti gli studi condotti in questi ultimi anni per una valutazione dei sistemi sanitari per offrire al Governo un contesto di riferimento su cui costruire l’indicazione per le linee di riassetto del S.S.N., hanno visto emergere l’Umbria come Regione “benchemarK”, ovvero la Regione che più di tutte e meglio delle altre ha saputo coniugare tenuta dei bilanci e qualità dei servizi offerti ai nostri concittadini. Lo studio del CERM addirittura ci dice che, se tutte le Regioni italiane avessero seguito l’esempio dell’Umbria, oggi avremmo un S.S.N. migliore e con 12 MLD di euro in meno di debiti.
L’Umbria quindi non deve attuare nessuna rivoluzione o cambiamento radicale, come invece sembrano pretendere alcuni soloni, ma razionalizzare ed adeguare il proprio sistema sia ai cambiamenti che continuamente intervengono nei bisogni di salute dei cittadini, sia alle diminuite risorse, circa 140 milioni a disposizione. Per continuare a dare servizi di qualità ai nostri concittadini a costi minori dovremo intervenire su tutti i livelli su cui si articola il nostro servizio sanitario: la medicina del territorio; i centri e servizi specialistici; gli ospedali di comunità, i centri di riabilitazione, di lungo degenza, gli hospice; gli ospedali ad alta tecnologia
Da questo punto di vista il documento “Linee di indirizzo per il riordino del S.S.R.” emanato dalla Giunta Regionale ci sembra una buona base anche se va arricchito di proposte, cosa che abbiamo già fatto attraverso i documenti votati nelle nostre assemblee e che faremo ulteriormente quando la Regione ci chiamerà alla partecipazione istituzionale. Oggi vogliamo ribadire la valutazione rispetto alla questione del futuro delle due aziende ospedaliere ad alta specialità ed i rapporti con l’Università.
Le esperienze più avanzate nello sviluppo dei sistemi sanitari mostrano due tendenze di fondo: da una parte una progressiva contrazione degli ospedali che acquistano sempre più la configurazione di centri di assistenza ad alta complessità professionale e
tecnologica, dall’altra il collegamento fra questi ed il territorio attraverso la continuità assistenziale, lo sviluppo di percorsi di cura integrati ed appropriati, la crescita di sedi alternative al ricovero per una assistenza più vicina al cittadino ed al minor costo. In questo disegno si struttura il sistema di rete ospedaliera secondo un modello nel quale ci sia una diffusione territoriale adeguata delle specialità di base e casistica più elevata (medicina, chirurgia etc) data dalla rete degli ospedali di comunità e dell’emergenza, ed una concentrazione delle competenze più specialistiche e complesse in aziende ospedaliere ad alta tecnologia. Si lavora per determinare una integrazione sia verticale, tra ospedali di tipologia diversa, sia orizzontale tra le stesse aziende ospedaliere attraverso il modello delle reti cliniche. In questo quadro l’azienda ospedaliera ad alta specialità non è solo luogo di assistenza di eccellenza, ma anche di accumulazione di conoscenze clinico-scientifiche, di ricerca, di aggiornamento. Alla riuscita di questo disegno può dare un contributo fondamentale la costituzione di aziende ospedaliere integrate con l’Università. Bisogna valorizzare appieno le competenze, le risorse, sia tecnologiche che professionali dell’Università per qualificare ulteriormente l’offerta di servizi sanitari, ricomponendo in maniera unitaria assistenza, didattica e ricerca. Altre soluzioni rappresenterebbero un vero pasticcio giuridico e funzionale, segnando il fallimento del sistema. In questo quadro l’azienda ospedaliera integrata di Terni diventerebbe ancor più di oggi un punto di forza del nostro Ssr. Essa, infatti, pur avendo potuto contare in questi passati su risorse modeste (25 ml di euro rispetto ai 172 di Perugia), può vantare indici di eccellenza (migliore andamento della mobilità attiva, miglior case-mix, costo medio per caso più basso di 1.000 euro) che ne fanno un forte attrattore di utenze sia regionali che extraregionali. Vogliamo anche, a questo punto, ribadire la nostra opinione sul dibattito che sembra essersi riacceso riguardo alla proposta avanzata dal comitato cittadino presieduto dal dott. Aristide Paci di costruire un nuovo grande ospedale nella zona tra Narni e Terni, superando gli attuali e rinunciando al nuovo ospedale di Narni-Amelia.
Ribadiamo la nostra contrarietà a tale proposta. Per i seguenti motivi: i previsti costi di realizzazione ci sono apparsi assolutamente non realistici, tenendo conto della quantità di posti letto di degenza, della complessità dei servizi diagnostici e di quelli di supporto; il piano finanziario è comunque assolutamente impraticabile tenuto conto della scarsa capacità di indebitamento della ASL, di quella nulla della Regione in seguito ai limiti imposti dal Governo, del non rifinanziamento del fondo per l’edilizia sanitaria; il lungo periodo di transizione intercorrente fra la decisione politica e l’effettiva disponibilità della nuova struttura determinerebbe un’assoluta carenza delle risorse necessarie per mantenere efficiente e competitiva l’attuale struttura, con un evidente rischio di decadenza e la dislocazione dell’ospedale al di fuori dell’area di Colle Obito significherebbe la fine del progetto di “Cittadella della Salute” su cui abbiamo lavorato in questi anni con la costruzione della nuova Facoltà di Medicina con annessi prestigiosi laboratori di ricerca: quello del professor Andrea Crisanti, e la struttura del prof. Vescovi sulle cellule staminali; verrebbero a mancare tre funzioni fondamentali a cui dovrebbe assolvere il nuovo ospedale di Narni – Amelia: ospedale di comunità per quel territorio, ospedale filtro per l’azienda ospedaliera, centro di riabilitazione per tutta l’ASL 4.
Per questo abbiamo pienamente condiviso la scelta regionale. Il mantenimento di una rete di servizi sanitari di qualità è un interesse strategico locale e regionale, per questo chiediamo un impegno coerente, vasto e condiviso di tutte le forze politiche e sociali."

 

Il saluto del presidente Polli ai veritici della Outokumpu e della Thyssen Krupp

 

Il presidente della Provincia di Terni, Feliciano Polli, nel corso di una manifestazione svoltasi lunedì 2 aprile a Terni, Palazzo Gazzoli, ha salutato i vertici della Outokumpu e della Thyssen Krupp.
"In un mondo in grande trasformazione, - ha detto il presidente - guardiamo con particolare interesse e attenzione ai protagonisti dell’economia e dell’industria. Il nostro è un territorio aperto al cambiamento, ricco di cultura industriale, sensibile alle esigenze delle imprese, e in particolare a quelle impegnate nei mercati internazionali.
Conosciamo lo scenario in cui le aziende sono chiamate a muoversi, così come non ci sfugge la situazione dell’Europa, la necessità che rafforzi il proprio peso politico e aumenti la capacità di competere nel consesso internazionale.
La nostra predisposizione al dialogo e al confronto, e a seguire i processi di cambiamento, si è affinata nel tempo, ponendo attenzione alla managerialità, alla professionalità, alla ricerca e all’innovazione, con una particolare propensione verso i fattori competitivi interni ed esterni alle aziende.
Siamo orgogliosi dello stabilimento siderurgico integrato di Terni, della sua storia e del suo presente. Guardiamo al futuro con fiducia, anche se non ci sfuggono le difficoltà, con realismo, e con la consapevolezza che non possiamo stare fermi.
Abbiamo grande rispetto per la Thyssen Krupp e apprezziamo molto la visita dei vertici della Outokumpu portatori di una grande tradizione e competenza nel settore siderurgico e nell’innovazione. Qualità queste che ho avuto modo di riscontrare personalmente alla fine del settembre 2005, quando a Turku, come membro della presidenza dell’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci), fui relatore all’VIII assemblea generale dell'Unione delle città baltiche sull’innovazione.
Un’altra importante occasione di conoscenza l’ho avuta nella primavera del 2007, come relatore, sempre in rappresentanza dell’Anci, in una conferenza sull’innovazione nella pubblica amministrazione, svoltasi nella città di Hämeenlinna, sulle sponde di un lago delizioso, cui hanno partecipato, tra gli altri, accanto a rappresentanti dell’Unione europea, rappresentanti di alcuni governi europei, tra cui quello italiano.
In quelle occasioni
- ha aggiunto il presidente - ho avuto modo di apprezzare particolarmente l’importanza attribuita dai nostri ospiti finlandesi all’innovazione nonché l’elevato livello raggiunto in questo ambito. Questa esperienza è per noi un punto di merito importante ed una sfida. Una grande importante sfida.
Concludendo, saluto e ringrazio di cuore gli ospiti per la gradita visita allo stabilimento Thyssen Krupp AST e al nostro territorio, che hanno potuto conoscere anche attraverso le rappresentanze istituzionali, economiche e sociali. L’occasione mi è altresì gradita per salutare cordialmente la dirigenza della TK con la quale in questi anni si sono sviluppati rapporti fruttuosi."


 

Il presidente Polli: “Con Umbria Water Festival candidiamo la regione a capitale mondiale dell’acqua”

 

Il presidente della Provincia di Terni Feliciano Polli presentando oggi alla stampa Umbria Water Festival, che si svolgerà dal 17 al 20 maggio, ha detto che è costituito da 300 progetti che interessano 64 comuni della regione, 33 della provincia di Terni e 31 di quella di Perugia. “La scelta della data odierna per la presentazione ufficiale di questa importante iniziativa – ha affermato il presidente – non è stata causale. Il 22 marzo è infatti la giornata mondiale dell’acqua e con UWF la nostra regione si candida a capitale mondiale dell’acqua. UWF, che ha il patrocinio dell’Unesco, intende proporsi come un appuntamento annuale della durata di una settimana. L’attenzione via via sempre più crescente riscontrata nel territorio è stata sorprendente e conferma la validità dell’idea. Gli eventi in programma sono di altissimo livello. Con UWF si vuole offrire un contributo concreto alla promozione e alla valorizzazione della regione e del suo patrimonio diffuso. E’ stato compiuto un notevole sforzo per fare apprezzare di più e meglio l’Umbria, uno sforzo per i singoli territori e utile anche a costruire il futuro delle nostre comunità. L’iniziativa – ha ricordato Polli - è stata presentata in Olanda alla fiera turistica di Utrecht, alla Borsa italiana del turismo di Milano, a Marsiglia in occasione del IV rapporto dell’Unesco sulle risorse idriche nel mondo e tra breve sarà pubblicizzata anche a Napoli nell’ambito della Borsa mediterranea del turismo.”

 

Per una nuova fase dello sviluppo industriale e tecnologico di Terni

 

Intervento pubblicato del presidente della Provincia di Terni, Feliciano Polli, pubblicato dal quotidiano "Il Messaggero" mercoledì 29 febbraio 2012:

Siamo d’accordo sul fatto che sono soprattutto i momenti difficili, i passaggi di crisi, quelli in cui occorre cogliere le opportunità di cambiamento per dare basi più solide al futuro.
Terni, in questo senso, e in contrasto con una certa visione di questi anni, si trova di fronte ad una nuova stagione di grandi opportunità di sviluppo, forse la più grande fase di trasformazione dagli anni ’70, e questo in un’epoca in cui molti altri centri industriali consolidati del Paese sono usciti drasticamente ridimensionati o addirittura sono scomparsi (Trieste, Genova, Taranto, La Spezia, Piombino, Crotone, Carbonia, ecc.).
Terni, al contrario, ha un nuova opportunità di giocare una importante scommessa per lo sviluppo del manifatturiero, della ricerca, e della valorizzazione del territorio e ciò è dovuto anche ad una serie di decisioni e di scelte affrontate negli anni dalla comunità con determinazione e lungimiranza.
Se sciagurata e industrialmente sbagliata è stata, ad esempio, la chiusura del magnetico, occorre tener presente che da quella vicenda, dalla capacità di mobilitazione e unità dimostrata dalla città, dagli accordi che furono conquistati, dagli investimenti massicci che ne seguirono, è scaturito l’accordo di oggi tra TK AST e Outokumpu che offre prospettive importanti per l’inossidabile e per le altre aziende del gruppo e può offrire ancora grandi opportunità nel titanio, nei semilavorati (lunghi e larghi) e nelle verticalizzazioni, per la presenza nel territorio delle tecnologie di TKAST e TIFAST e dei fornitori ukraini di materie prime.
Così altre importanti prospettive, dopo la altrettanto sciagurata e industrialmente sbagliata decisione di chiudere lo stabilimento di Terni da parte della Basell, possono venire dal rilancio del Polo chimico, proiettato nello sviluppo e nella verticalizzazione della chimica biodegradabile, nonché dal Polo di Nera Montoro, per l’iniziativa di Terni Research e di altre aziende che operano con successo nel campo dell’energia da fonti rinnovabili e nel riciclo.
Nel territorio, in vari settori, dalla green economy all’aeronautico, al nautico, all’informatica e all’I.C.T., operano altre aziende proiettate nel futuro.
Lo scenario sommariamente tracciato prefigura un forte rilancio dell’industria manifatturiera che potrà beneficiare di uno straordinario supporto: il nuovo Polo universitario a forte caratterizzazione tecnologica e di ricerca applicata. Il Polo universitario, costruito nel tempo e oggetto di recenti approfonditi confronti tra Regione, Provincia, Comune e Università, pone al centro la ricerca, punta sulla didattica e presuppone un adeguato livello di autonomia. Dovrà rafforzare il rapporto sinergico con il territorio e con le migliori esperienze accademiche e di ricerca nazionali e internazionali.
A Terni progetti di ricerca sono già attivi nella medicina (genomica, cellule staminali, ecc.) e nell’ingegneria (nanotecnologie, tecnologie per l’aerospaziale, ecc.). Molti altri sono in fase di attivazione, altri ancora potranno scaturire dal legame tra medicina, ingegneria ed economia, favorendo il trasferimento tecnologico, la realizzazione di nuovi prodotti e l’avvio di nuove imprese.
Il distretto tecnologico, il cui rilancio abbiamo fortemente voluto, sostenuto con le risorse comunitarie, dal Governo (375 milioni di euro per i distretti del Centro Nord) e dal sistema bancario, oltre che dall’autofinanziamento delle ricerche, è oggi lo strumento principale per lo sviluppo dell’industria manifatturiera del Paese e di quella ternana ed umbra.
Quanto sta accadendo è particolarmente importante perché, mentre il manifatturiero italiano, pur nelle generali difficoltà, si mostra vitale nelle esportazioni, quello umbro presenta difficoltà e richiede innovazione e sostegno, una forte capacità di ricalibrare l’impegno nella direzione della ricerca e dello sviluppo.
A questo quadro di opportunità va collegata la riforma e la riqualificazione del welfare territoriale, a partire dalla riorganizzazione istituzionale, imperniata su ambiti provinciali che hanno certo bisogno di un nuovo e migliore equilibrio territoriale e demografico e sull’integrazione tra Azienda ospedaliera di Terni ed Università. Si tratta di un tema decisivo per la sanità a Terni e in un territorio molto più vasto, per la Facoltà di Medicina e, quindi, per la qualità e solidità del Polo universitario ternano e per le prospettive della stessa ricerca a Terni.
Per questo insieme di ragioni occorre stringere i tempi sapendo che il ruolo di centralità dell’Azienda ospedaliera è irrinunciabile non solo per Terni ma per tutta l’Umbria se non si vuole che la parte meridionale della regione resti indebolita nella competizione tra i territori.
Concludendo: nessuno pensa a Terni come paradiso o isola felice, ma le opportunità ci sono e vanno colte. Di qui il richiamo che queste note vogliono costituire, a tutti i soggetti istituzionali: Governo, parlamentari, Regione, istituzioni locali, associazioni di categoria, sindacati, ad una lettura lucida delle difficoltà, ma anche delle opportunità, che caratterizzano il presente.
Ma la lettura lucida e lungimirante non basta se non riusciamo ora, qui e insieme, a produrre un grande sforzo di concretezza.
Abbiamo la consapevolezza che gli obiettivi che stiamo perseguendo sono giusti, guardano al futuro e sono coerenti con le linee di sviluppo dell’Italia moderna e competitiva che vogliamo e, soprattutto, sono giusti perché offrono alle giovani generazioni ternane e umbre una prospettiva di lavoro e di futuro.


 

Il presidente Feliciano Polli: "L'economia del territorio in una fase di 'possibile rinascimento' ".

 

Il presidente della Provincia di Terni, Feliciano Polli, ha partecipato alla presentazione del libro di Mario Finocchio, “Storia industriale di Terni”, edito da Federmanager. “Siamo in un momento di ‘possibile rinascimento’ dell’industria ternana”, ha affermato, tra l’altro, il presidente, “per le prospettive che riguardano il futuro della siderurgia e della chimica, oltre che le fonti rinnovabili, i materiali innovativi, la green economy e soprattutto il rilancio dell’università a Terni che mette al centro la ricerca. Tutto questo deve trovare sostegno nella collaborazione tra università, ricerca, aziende, scuole e territorio che si sta ulteriormente rafforzando. La comunità nel suo insieme deve saper cogliere queste opportunità operando le giuste scelte e assumendo decisioni concrete”.

 

Il presidente Polli al convegno “Tecnologia, conoscenza e sviluppo produttivo: per una rinnovata collaborazione internazionale”

 

Il presidente della Provincia di Terni, Feliciano Polli, ha partecipato al convegno “Tecnologia, conoscenza e sviluppo produttivo: per una rinnovata collaborazione internazionale” svoltosi all’Hotel Garden di Terni martedì 21 febbrario. Questo il suo intervento: “Il convegno di oggi ci aiuta a focalizzare il futuro della nostra comunità che negli ultimi 140 anni è cresciuta sulle frontiere più avanzate della tecnologia; dalla siderurgia alla meccanica, alla chimica, all’energia da fonti rinnovabili, alla green economy. Ringrazio il pro-rettore, prof. Burrascano, e il polo scientifico e didattico di Terni, il presidente Quadraccia e il Rotary Club di Terni per avere organizzato un evento prezioso; un servizio ad una comunità, la nostra, immersa nella crisi e oscillante tra l’inerzia e la volontà di prendere il largo sulla via maestra del terzo millennio; la via della scienza e dell’innovazione tecnologica.
In questo itinerario, il rapporto con l’Asia è sempre più importante. Il prof. Soo-Young Lee, che salutiamo e ringraziamo, con gli studi sulle tecnologie dell’intelligenza artificiale, e le loro potenzialità applicative ai sistemi di elaborazione che si vanno diffondendo, ci indica nuovi scenari tecnologici, mentre l’accordo di cooperazione, oggi sottoscritto, dà concretezza all’irrinunciabile e insostituibile esigenza di Terni di guardare al mondo come orizzonte strategico di riferimento. Lo stesso orizzonte è alla base dell’impostazione del nuovo assetto del Polo ternano, oggetto di confronto tra le istituzioni e il territorio e l’Università, la cui presenza a Terni dovrà uscire rafforzata e consolidata.
Della stessa visione strategica e manageriale è protagonista di assoluto valore l’altro relatore, Harald Espenhan, numero uno di TK AST. Per lui parlano i risultati industriali e l’esito positivo dell’accordo TK – Outokumpo che abbiamo particolarmente apprezzato e che ci fa ben sperare per il futuro della siderurgia a Terni.
L’appuntamento di oggi, di alto profilo accademico e istituzionale, arricchito dalla firma dell’accordo del Magnifico Rettore Bistoni e dalle conclusioni della Presidente Marini, rappresenta anche un’occasione straordinaria di riflessione sul dibattito in corso a Terni sullo stesso tema del convegno; un dibattito talvolta angusto e intriso di provincialismo, che ha bisogno di decollare e andare oltre.
Colpisce la polemica sui distretti tecnologici che, tra l’altro, ignora precisi orientamenti del mondo bancario (in particolare Intesa San Paolo) e dello stesso governo italiano impegnato a destinare 415 milioni di euro ai distretti considerati funzionali alla nuova fase di sviluppo del settore manifatturiero. Un settore, quello italiano e umbro, lo voglio sottolineare, che anche in questi giorni mostra notevoli risultati a livello di esportazioni, pur in presenza delle attuali difficoltà.
Grazie, quindi, per questo appuntamento e per le sue indicazioni. Grazie perché, ne sono convinto, l’accordo di cooperazione oggi sottoscritto darà frutti copiosi destinati ad illuminare a lungo la strada del nostro futuro
”.



 

Il presidente Polli: "attivare, attraverso la Regione, le risorse comunitarie disponibili a favore delle imprese e del manifatturiero”.

 

Presentato stamattina al Centro per l’Impiego il progetto della Provincia di Terni finalizzato alla formazione professionale e al reinserimento nel mercato del lavoro di chi è in cassa integrazione e in mobilità. Il bando, predisposto dall’assessorato alla Formazione di Palazzo Bazzani, prevede un Preseinvestimento di circa 400.000 euro di risorse del Fondo sociale europeo gestito dall’amministrazione provinciale. Il bando verrà emanato domani mattina, martedì 21 febbraio, ed è rivolto ai lavoratori in mobilità iscritti nelle liste del Centro per l’Impiego e a coloro che nel biennio 2011/2012 sono andati o andranno in cassa integrazione ordinaria e straordinaria. I percorsi di formazione, gestiti tramite agenzie formative, prevedono una durata minima di 101 ore e massima di 250, le domande possono essere inviate fino al 12 marzo con una successiva scadenza al 1° aprile e successivamente entro il 1° di ogni mese fino ad esaurimento delle risorse. Il presidente della Provincia Feliciano Polli e l’assessore alle Politiche formative e del Lavoro Fabio Paparelli hanno sottolineato il carattere innovativo del progetto. “E’ un ulteriore passo in avanti – hanno detto – della Provincia sul versante della formazione, dell’occupazione e del sostegno alle imprese”. “Noi – ha dichiarato il presidente Polli – stiamo facendo la nostra parte, ora auspichiamo che vengano fatti passi concreti soprattutto per attivare, attraverso la Regione, le risorse comunitarie disponibili a favore delle imprese e del manifatturiero”.
 

Il presidente Polli: “Il nuovo modello del Polo di Terni passa per la ricerca e l’innovazione con il coinvolgimento concreto del credito”

 

Il presidente della Provincia Feliciano Polli ha diramato la seguente nota sull’università a Terni e sulle prospettive del polo ternano: “In questi giorni è in atto un’accelerazione per la definizione degli assetti dell’Università di Perugia e in particolare del Polo ternano. Il futuro dell’Università, contenuto in parte nella riforma Gelmini, ma soprattutto dettato dai profondi cambiamenti internazionali in atto, indica la scienza e la tecnologia, e quindi la ricerca, l’innovazione e il trasferimento tecnologico, come elementi chiave della competitività e dello sviluppo, in un legame nuovo tra università, impresa e territorio. Questa idea è al centro dell’attuale discussione sul nuovo assetto del Polo di Terni tra le istituzioni locali e regionali, l’università e la comunità. La priorità della ricerca (distretto tecnologico, piattaforme tecnologiche, poli di ricerca, ecc) impone un salto di qualità anche alla didattica che rappresenta un elemento imprescindibile. Il tutto strettamente collocato all’interno di questa struttura di Polo che dovrà essere capace di rendere virtuoso il rapporto tra ricerca, didattica e mondo delle imprese per un moderno e competitivo assetto industriale ed economico del territorio. La modernità e concretezza di questa impostazione trova riscontro a livello nazionale, in particolare nell’intervista ad Enrico Cucchiani pubblicata ieri, domenica 12 febbraio, sulle pagine economiche del Corriere della Sera. In quella intervista, dal titolo “Il credito non mancherà, puntiamo sui distretti tecnologici”, il consigliere delegato di Intesa San Paolo, proprio con riferimento allo sviluppo e alla volontà dichiarata dall’Istituto di essere “banca di sistema”, intesa come agente di cambiamento del sistema stesso, pone al centro l’obiettivo di sostenere e accompagnare le imprese italiane nella loro espansione in Italia e soprattutto all’estero, puntando in particolare sullo sviluppo di nuovi poli di eccellenza in partnership con le migliori università e centri di ricerca. Questa intervista ci conforta e ci stimola; ci conforta perché dimostra la validità dell’impostazione e perché conferma l’interesse del mondo del credito a sostenere questo modello di sviluppo; ci stimola a fare presto per giungere ad una rapida definizione della presenza universitaria a Terni, in particolare con Ingegneria, Economia, Scienze della formazione e Medicina, per la quale occorre una rapida ed efficace integrazione con l’azienda ospedaliera di Terni (legge 517), sottoscrivendo in tempi stretti la convenzione tra la Regione e l’Università”.
 

Il presidente Feliciano Polli: “il Palazzo del Gusto strumento d’eccellenza per il rilancio del territorio provinciale”

 

Il Palazzo del Gusto dev’essere uno strumento d’eccellenza per il rilancio del territorio provinciale ed è con questo spirito che sottoscriviamo con il Comune di Orvieto e la Fondazione Cassa di risparmio di Orvieto un protocollo d’intesa che testimonia l’impegno serio e fattivo delle istituzioni per una strategia mirata, oltre che alla promozione turistica, alla valorizzazione dei prodotti enogastronomici”. Il presidente della Provincia Feliciano Polli ha così commentato la firma della convenzione per il Palazzo del Gusto tra Provincia di Terni, Comune di Orvieto e Fondazione Cassa di risparmio di Orvieto. “La sottoscrizione dell’accordo – ha aggiunto Polli – costituisce un ulteriore incentivo alla costruzione di una prospettiva per il futuro del territorio. Vogliamo – ha concluso il presidente - che alla guida della struttura ci siano personalità di spicco e di grande professionalità”.

 

Il presidente Polli: “Con la cancellazione delle Province i cittadini sarebbero allontanati dalle scelte nel territorio”.

 

«Le Province sono diventate il mostro da dare in pasto all’opinione pubblica,il rappresentante simbolo della casta quando anche abolendole i problemi resteranno tutti e anzi si aggraveranno». Lo ha affermato il presidente della Provincia di Terni Feliciano Polli tornando sulle prospettive legate alla manovra del Governo. Parlando con l’Ansa, Polli sottolinea che non è possibile fare una riforma della pubblica amministrazione «a pezzi, partendo da quello più piccolo». «C’è comunque bisogno – ha aggiunto - di un ente intermedio rispetto alle Regioni per le quali si rischia di aggravare la situazione. Con in più il pericolo di allontanare anche territorialmente le decisioni dai cittadini». Polli ha quindi ricordato che il costo della macchina statale è pari al 52% del Pil e «non ce lo possiamo più permettere». «Non è comunque intervenendo sulle Province- ha proseguito –che si può far credere di risolvere i problemi. Quando invece quello della casta e dello Stato centrale sono ben superiori. Serve una riforma dell’intero sistema con la quale si stabilisca chi fa cosa». Secondo il presidente della Provincia c’è poi la questione delle politiche degli investimenti in una fase di crisi. «C’è il rischio di azzerare tutto – ha sottolineato - perché il lavoro dei nostri enti non si sostituisce certo istantaneamente. Le Province, secondo uno studio della Bocconi, sono l’unico ente che porta avanti le politiche del territorio e del turismo, un punto di riferimento istituzionale. Senza poi dimenticare – ha concluso il presidente – che siamo stati eletti democraticamente dai cittadini in organi previsti dalla Costituzione».

 

Il presidente Polli: “necessaria una riforma della pubblica amministrazione non dettata da spinte demagogiche”.

 

La riforma delle Province può infatti essere fatta solo per via costituzionale ed è questo il messaggio inviato dall’Upi al presidente della Repubblica”. Lo ha affermato il presidente Feliciano Polli a proposito di quanto previsto dal decreto del governo Monti. “Le Province e anche le Regioni sono disponibili a discutere sulla riforma della pubblica amministrazione, ma questo non può essere fatto a pezzi, bensì in modo organico e condiviso, altrimenti si va incontro ad un peggioramento della situazione in termini di servizi e probabilmente anche di costi. Le condizioni che si stanno creando permettono di evitare azioni dettate da spinte demagogiche e di fare una riforma della pubblica amministrazione di cui il paese ha effettivamente bisogno. Il governo Monti deve adesso cogliere questa occasione per instaurare un rapporto diverso con le autonomie locali. Noi, come Provincia, continueremo nell’impegno anche sulla riforma endoregionale in Umbria, convinti che a livello nazionale, così come a livello locale, occorra rendere più stringente l’eliminazione di enti, agenzie e strutture non direttamente scelte dai cittadini. In Italia sono attualmente oltre 7.000, spesso rappresentano sprechi di risorse e non essendo organi elettivi non rispondono praticamente a nessuno”.

 

Il presidente Polli: "le Province sono gli enti maggiormente capaci di sviluppare politiche per il territorio"

 

Nell’ultima seduta del Consiglio provinciale si è nuovamente discusso sul ruolo delle Province anche alla luce di quanto avvenuto recentemente in Commissione regionale Affari istituzionali dove l’Idv si è espresso favorevolmente al trasferimento delle competenze delle strade ma negativamente rispetto all’estensione delle deleghe sui parchi. Il presidente Feliciano Polli, nel suo intervento, ha ricordato che “sul ruolo delle Province è da tempo aperto un dibattito serio e qualificato, nell’ambito del riordino della pubblica amministrazione per migliorarne l’efficienza e ridurne i costi. Tale dibattito è stato recepito nell’impostazione proposta dalla Regione dell’Umbria per la riforma endoregionale che prevede la riassegnazione delle competenze agli organi elettivi secondo un principio di omogeneità. Che le Province siano importanti e non costituiscano uno spreco per il paese è stato ribadito anche dal recente studio della Bocconi che ha evidenziato la sostanziale incomprimibilità dei costi per le attività svolte ed ha rilevato come le Province siano gli enti con maggiori capacità di sviluppare politiche per il territorio”.

 

Il presidente Polli: “Ci attendiamo dall’Università di Perugia un impegno coerente per il polo ternano”

 

Concludendo i lavori del forum “La valutazione delle sedi universitarie” svoltosi venerdì 25 novembre a Palazzo Gazzoli di Terni, alla presenza di personalità del mondo accademico e istituzionale e della stessa presidente della Giunta regionale Catiuscia Marini, il presidente della Provincia Feliciano Polli ha affermato che “per i contenuti delle analisi, la qualità del dibattito e degli interventi pienamente condivisibili del prof. Burrascano e della presidente Marini, il convegno è risultato un’importante riunione operativa che ha ripuntualizzato indirizzi, in cui è collocata l’Università di Perugia, da seguire nel nuovo scenario internazionale e in quello nazionale disegnato dalla legge 240 Gelmini. L’intervento della presidente Marini – ha detto il presidente – ha bene inquadrato funzioni e ruolo dell’Università nell’ambito delle prospettive della Regione dell’Umbria e insieme il ruolo del polo ternano, polo che ha prodotto un’esperienza di successo e che potrà essere determinante nel futuro della stessa Università di Perugia. In questo ambito – ha proseguito Polli – e con i vincoli che la stessa legge pone a livello di valutazione per sede (accreditamento iniziale e fasi successive periodiche di valutazione), perché il polo ternano possa avere un futuro ed essere all’altezza delle esigenze qualitative di livello europeo, diventa irrinunciabile e insostituibile la presenza dei dipartimenti e del conseguente potere decisionale, della disponibilità di risorse dedicate alla ricerca nonché di docenti appositamente assegnati alla struttura. Con riguardo alle esperienze prodotte e alle caratteristiche della presenza universitaria a Terni, che interessa la sanità, ingegneria, economia, scienze della formazione, diventa assai importante la capacità di incentivare ricerca e tutto quanto dalla ricerca stessa possa scaturire in termini di sviluppo. Per questo è necessario che, accanto ai dipartimenti, si realizzino adeguate strutture di ricerca. Pur nel rispetto dell’autonomia dell’Università, riteniamo – ha aggiunto il presidente Polli – che ciò debba essere preso in seria e concreta considerazione dalla stessa Università nell’interesse proprio, della provincia di Terni e dell’intero territorio regionale. E’ per noi di grande conforto l’impegno corale delle istituzioni locali, della comunità locale e della stessa Regione dell’Umbria sia in termini di impostazioni generali, sia nel sostegno finanziario. Ci aspettiamo che il Senato accademico nel suo insieme e, in particolare, il rettore Bistoni, che ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo del polo ternano, si impegnino fino in fondo per costruire questa prospettiva determinante per il futuro della stessa regione. I tempi sono molti stretti. E’ necessario – ha sottolineato il presidente – che il confronto instauratosi tra istituzioni e Università prosegua rapidamente con spirito costruttivo e con esiti positivi e con la consapevolezza che le decisioni che saranno assunte segneranno in modo decisivo il significato della presenza e del peso dell’Università in Umbria e nel paese e il futuro della stessa comunità regionale."

 

Il presidente Polli: "la Cascata delle Marmore patrimonio mondiale dell'Unesco"

 

Si è svolto a Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma, il convegno su “Tevere e Regione Tiberina: dalla progettualità partecipata per la coesione sul territorio all’agenda di sviluppo”, promosso dalla Provincia di Roma, dal Consorzio Tiberina e dalla Società Geografica Italiana e al quale hanno partecipato i rappresentanti della Regione Lazio, delle province di Roma, Terni, Perugia, Viterbo e Rieti, dei Comuni, tra cui Roma, dell’Anci e dell’Unesco. Il presidente della Provincia di Terni Feliciano Polli ha concluso i lavori sottolineando l’importanza di un’azione coordinata per la tutela e la valorizzazione del Tevere e del suo bacino. Il presidente ha colto l’occasione per illustrare il Contratto di fiume per il Tevere avviato dalla Provincia di Terni, in collaborazione con la Regione Umbria, che ha una suscitando particolare attenzione nei presenti che hanno visto in questa iniziativa un primo passo verso la concretizzazione degli studi, degli indirizzi e dei progetti sviluppati fino ad ora per il bacino del Tevere. Analogo interesse ha riscosso la comunicazione del presidente della Provincia circa gli sviluppi, ormai in stato avanzato, delle progettazioni e degli interventi riguardanti il Contratto di fiume del Nera e lo studio di fattibilità (che verrà individuato entro novembre) per lo sviluppo e la valorizzazione a fini turistici dell’area Terni-Rieti (Valnerina, Cascata delle Marmore, Lago di Piediluco, Velino, Valle Santa). Il presidente Polli ha condiviso inoltre la proposta del Consorzio Tiberina di chiedere il riconoscimento dell’Unesco per il Tevere, comunicando di aver già incontrato, per un primo contatto, il professor Giovanni Puglisi, presidente della Commissione nazionale italiana dell’Unesco per l’inserimento della Cascata delle Marmore nel patrimonio mondiale dell’Unesco. Il presidente infine, interpretando un’esigenza ormai ampiamente maturata, ha proposto di passare in tempi rapidi ad una fase più concretamente operativa con la definizione di un’agenda strategica e di una governance incisiva ed autorevole composta da Regioni, Province e Comuni e da altri soggetti tra cui il Consorzio Tiberina, la Società Geografica Italiana e i rappresentanti delle Università più direttamente impegnate nel progetto. “Dare concretezza in tempi rapidi a questo grande disegno che vede al centro il Tevere e il suo bacino – ha concluso Polli – rappresenta un importante elemento di sviluppo e valorizzazione dei territori e delle sei regioni interessate, in particolare Umbria e Lazio”.

 

Sviluppo e occupazione/ Il presidente Polli: “indispensabile un supplemento di impegno e discontinuità”

 

Il presidente della Provincia di Terni Feliciano Polli è intervenuto alla presentazione, svoltasi alla Camera di Commercio di Terni, dei dati dell’indagine Excelsior sulle previsioni occupazionali delle aziende del settore privato dell’industria e del terziario.
L’indagine – ha affermato il presidente – nata dalla consolidata collaborazione tra Provincia di Terni e Camera di Commercio, è importante perché consente finalmente di analizzare dati aggiornati. Fa molto riflettere e desta preoccupazione la previsione di un calo occupazionale, seppure inferiore rispetto a quello della Provincia di Perugia, superiore alla media nazionale. Il calo colpisce le aziende manifatturiere con più di 50 dipendenti mentre, per lo sviluppo del nostro territorio, noi puntiamo proprio alla crescita del manifatturiero e dell’agroalimentare. A questo proposito, nel mese di giugno, abbiamo organizzato un importante convegno-progetto. Bisogna adesso tradurre in fatti concreti quanto è emerso in quella sede. Stiamo lavorando molto, in questa direzione, anche insieme alla Camera di Commercio e gli effetti si vedranno presto. È importante che venga assicurato un sostegno proprio alle piccole e medie imprese di successo, tra cui quelle della chimica verde. La conferenza Stato-Regione sulla Novamont, svoltasi a Roma, è stata positiva. Si tratta di puntare sulla chimica verde, sull’energia da fonti rinnovabili, sull’agroalimentare. L’Università è chiamata ad attrezzarsi, a strutturarsi organicamente nel territorio per fornire ai giovani la capacità di creare nuove imprese. L’imprenditoria giovanile va sostenuta fino in fondo. Un serio ostacolo alla ripresa viene, poi, dalla situazione in cui versa il settore creditizio. Come Provincia di Terni, stiamo cercando di indirizzare in maniera coerente i fondi delle politiche di sviluppo e della formazione. In questi giorni – ha aggiunto il presidente- mi ha molto colpito l’impegno per il rafforzamento del ruolo dell’Europa, il potenziamento del fondo salva-stati, la ricapitalizzazione delle banche. La lettera d’intenti presentata dall’Italia è stata accolta bene, ma questo non basta perché occorre passare ai fatti altrimenti, come ha paventato l’ex governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, si corre il rischio di subire un effetto boomerang. La situazione complessa, che risente delle difficoltà che sta attraversando il Paese e della mancanza di politiche nazionali industriali e di sviluppo, richiede a tutti noi un indispensabile supplemento di impegno e di discontinuità. Penso – ha concluso il presidente Polli – che l’incontro di oggi possa rappresentare un’occasione di riflessione per affrontare questa fase”.

 

Investimenti Eon nel Ternano.Il presidente Feliciano Polli sentito dal Sole 24 Ore

 

Il quotidiano Il Sole 24 Ore, nell’inserto Centro Nord di mercoledì 26 ottobre 2011, ha dedicato a pag. 19 un articolo, a firma di Giovanni Ruggiero, agli investimenti della Eon, multinazionale dell’energia, nel Ternano. Si accenna, in particolare, al protocollo di intesa con la Provincia di Terni per oltre un milione di euro in tre anni. Si tratta di un progetto che si prefigge di contribuire alla tutela, alla conservazione e all’incremento della fauna ittica dei laghi interessati dal processo produttivo idroelettrico nel territorio, dei bacini idrografici. Viene riportata, tra l’altro, anche una dichiarazione del presidente della Provincia, Feliciano Polli, in cui si sottolinea come l’intesa raggiunta sia importante “non solo perché realizzata in frangenti di crisi economica globale, ma soprattutto perché consente da una parte di salvaguardare gli ecosistemi acquatici (laghi di Piediluco e Corbara e i bacini del Nera e del Velino) e dall’altra di tutelare e valorizzare il territorio anche al fine di una ricaduta turistica ed in definitiva occupazionale”.
 
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