L'archivio della Provincia di Terni

 

Come è ormai consolidato dalla disciplina archivistica, l'archivio riflette la storia dell'istituzione che lo ha prodotto: esso non è fonte storica solo per le informazioni che tramanda, ma anche perché, mediante i rapporti significativi che si possono istituire tra le varie serie che lo compongono, consente di conoscere l'istituzione che operava nella società, i suoi condizionamenti, le sue finalità e i modi in cui di fatto si adoperava. Così è anche per l'archivio della Provincia di Terni, depositato in due momenti successivi presso l'Archivio di Stato di Terni.
Nel 1984, a seguito della delibera n. 828 del 25 agosto 1981, fu affidato all'Archivio di Stato un consistente nucleo di documentazione a cui ha fatto seguito nel corso del 2002 un secondo deposito di un nucleo di atti che in buona parte integrano quelli già consegnati. Complessivamente la documentazione della Provincia consta di 1.832 pezzi tra buste e registri.
Il presente inventario considera entrambi i depositi.
La documentazione depositata è risultata di notevole importanza, sia per le competenze istituzionali e facoltative che l'ordinamento statale attribuiva alla provincia, sia per i limiti cronologici delle carte che contengono, atti relativi, per alcune serie, al periodo antecedente il 1927, quando Terni faceva parte della Provincia dell'Umbria.
La documentazione del primo deposito era corredata di un elenco su cui erano indicati: “Classifica, oggetto, estremi cronologici e consistenza archivistica”. In effetti, il materiale era registrato in maniera disordinata, con indicazioni cronologiche non sempre esatte e non rispettose dell'ordine delle categorie, per cui nella fase di schedatura, si è fatto riferimento ad esso esclusivamente per verificarne la corrispondenza con quanto realmente depositato.
Non è stato facile riordinare le carte dell'Amministrazione provinciale, rispettando la struttura originaria dell'archivio e al tempo stesso esporre in modo chiaro e scientificamente corretto l'inventario.
Il riordinamento è stato assolutamente rispettoso delle tipologie, caratteristiche strutturali e documentarie dell'archivio permettendo così lo scarto di parte della documentazione appartenente alla categoria Finanza consistente in bollettari, quietanze, reversali bancarie, minute di conteggi, regolarmente soggetti alla selezione che non era stata espletata al momento del primo deposito.
Tutta la documentazione è stata ricondotta nelle linee fissate dal titolario.
Il materiale relativo al primo deposito è composto di 1.690 pezzi, che coprono un arco cronologico che dal 1927 arriva al 1976 con precedenti che risalgono al 1875. Il secondo nucleo consta di 142 buste (con documentazione che dal 1927 giunge al 1979), di cui soltanto una, relativa alle licenze e concessioni stradali della Flaminia, possiede carte dal 1870.
La documentazione inventariata, relativa al primo deposito, risulta divisa in due parti. La prima, priva di classifica originaria, consta di quattro serie:

  • Delibere originali (1927-1950).
  • Copie delle delibere (1944-1970).
  • Contratti (1875-1950).
  • Protocolli della corrispondenza (1943-1971).


Tale progressione, realizzata in fase di riordinamento, rispetta i criteri di disposizione del materiale archivistico espressi nella circolare del Ministero dell'Interno n. 39/1966, Direzione Generale degli Archivi di Stato.33

Particolare rilievo ha la serie delle Delibere originali (1927-1950) che rilegate in 45 registri, documentano l'attività della Commissione Straordinaria,34 del preside,35 del Rettorato36 e della Deputazione Provinciale,37 ripristinata quest'ultima con regio decreto 4 aprile 1944, n. 111, e nominata dal prefetto Umberto Gerlo38 con proprio decreto del 28 settembre 1944.39
Le varie deliberazioni risultano redatte in maniera sintetica e in esse si nota chiaramente l'assenza di conflittualità tra i membri intervenuti. Attraverso esse si evince il ruolo amministrativo della Provincia, funzionale alla politica accentratrice del fascismo, attuata attraverso la nomina di nobili, professionisti e grossi proprietari terrieri come il conte Claudio Faina,40 il marchese Girolamo Misciattelli41 e il conte Cesare Pressio Colonnese42 che restò alla guida dell'ente fino all'inizio del 1934, quando diventò preside il marchese Mariano Cittadini Cesi nella cui casa era stato fondato il Fascio della città.
Sfogliando questi voluminosi registri si evincono i temi centrali della pianificazione provinciale: la realizzazione di grandi edifici pubblici, come il nuovo Palazzo del Governo, la sistemazione degli uffici della Prefettura e della Questura e l'istituzione del Consorzio Antitubercolare, nato per la creazione di istituti di cura e dispensari antitubercolari e in genere per la manifestazione delle diverse forme di attività dirette a combattere la diffusione della tubercolosi.
La politica assistenziale dell'Amministrazione si manifestò anche attraverso finanziamenti periodici a favore dell'Opera Nazionale per la Protezione della Maternità e dell'Infanzia, dei Balilla, di un circolo culturale fascista, del campeggio per gli avanguardisti, del concorso ginnico delle piccole e giovani italiane, dei “dementi tranquilli poveri sussidiati” a domicilio e con provvedimenti a favore del personale, per l'incremento demografico e con premi dotali diretti alla regolarizzazione di unioni illegittime.
Una consistente serie di delibere è dedicata al rinnovamento e alla meccanizzazione delle tecniche agricole, interesse che può essere letto come “contrapposizione alla dimensione industriale di Terni che l'istituzione della Provincia, nelle intenzioni del fascismo doveva attenuare”.43
Furono inoltrate richieste di revisione delle circoscrizioni territoriali da parte dei Comuni di Stroncone, Magliano Sabina, Allerona, Fabro, Portaria e Acquasparta. L'unica modifica che venne approvata fu quella della circoscrizione comunale di Orvieto, per consentire alla città di accogliere nel suo territorio un aeroporto voluto dal Ministero dell'Aeronautica, che altrimenti sarebbe rimasto compreso nei comuni di Castelgiorgio e Castelviscardo.
Fin dai primi momenti di vita, l'ente si trovò ad affrontare due rilevanti questioni. La prima riguardava la separazione patrimoniale della vecchia Provincia dell'Umbria che arrivò a coinvolgere anche il Consorzio per il servizio manicomiale, trascinandosi nei verbali delle delibere fino a tutti gli anni quaranta. La seconda questione riguardava il rapporto tra la Provincia e la Società Terni per la costituzione del Consorzio del Velino, questione che però non venne risolta e fu lasciata all'amministrazione eletta nel 1952.44
La serie delle delibere originali del dopoguerra è ancora presso l'ente, ciò non di meno, ugualmente importanti per i ricercatori sono le Copie delle delibere (1944-1970): raccolte in cinquanta cartelle testimoniano l'attività della ricostituita Deputazione Provinciale,45 della Giunta Provinciale46 e del Consiglio Provinciale.47
Gli anni 1944-1948 videro l'affermarsi di anziani esponenti socialisti come l'avvocato Piero Tentoni, che nell'ottobre del 1944 venne nominato capo della Provincia, dapprima con il titolo di commissario straordinario e poi di presidente della Deputazione. Il 9 maggio 1945, dopo la sua morte, il prefetto nominò l'avvocato Arduino Pellegrini, anch'egli socialista.
Il 25 maggio 1952 si votò per la prima volta dopo l'istituzione dell'ente. Il primo presidente della Provincia democraticamente eletto fu il socialista Rutilio Robusti, che ricoprì questo incarico fino al 196048 quando gli successe un altro socialista, Fabio Fiorelli.49
A differenza dei sintetici verbali del periodo fascista, le numerose deliberazioni di questa serie sono state redatte in maniera ampia, non tralasciando nulla, neanche i piccoli conflitti che spesso si creavano tra gli intervenuti.
Il Consiglio Provinciale acquistò sempre più chiara coscienza della sua autonomia politica ed amministrativa e soprattutto delle innumerevoli esigenze dei comuni e delle popolazioni. Infatti, come affermò Fabio Fiorelli:

fino al 1952 i settori di competenza della Provincia erano di scarsissimo rilievo politico e limitati alla manutenzione delle strade provinciali, ai servizi d'igiene e profilassi, all'assistenza dei malati di mente, delle madri nubili e dell'infanzia esposta all'abbandono. Facevano riferimento alla Provincia il Consorzio Provinciale Antitubercolare e l'Opera Nazionale Maternità e Infanzia. Dal 1952 al 1970 la ricostruita amministrazione democratica della Provincia svolse un ruolo fondamentale nella vita politica, economica e sociale dell'Umbria, preparando le basi unitarie per l'avvento della Regione. I problemi della viabilità, del turismo, della sanità e dell'edilizia scolastica furono affrontati dalla Provincia di Terni secondo un'ottica programmatoria che, prendendo a riferimento le esigenze reali, individuava le soluzioni di breve, medio e lungo termine.50

I settori che richiamarono maggiore attenzione da parte dell'Amministrazione Provinciale furono quelli delle Opere pubbliche e dell'Assistenza e Beneficenza. Del resto i danni provocati dalla guerra andavano affrontati e in primo luogo vennero restaurate le strade, ricostruiti i ponti, le case cantoniere e i muri di sostegno rovinati dai bombardamenti e dal passaggio degli eserciti.
Anche l'edilizia sanitaria fu presa in considerazione dall'ente che, in attesa del nuovo ospedale e della realizzazione di un sanatorio, procedette all'adattamento dell'ex caserma dell'Annunziata. Riprese a funzionare il Centro Antirabbico Provinciale, che cominciò la sua attività nel 1942 e la potenziò durante gli ultimi anni della guerra. Di particolare rilievo fu l'inaugurazione nel 1959 del Centro Provinciale di Sanità che raccolse tutti i servizi sanitari e attraverso cui la Provincia intendeva iniziare un'opportuna azione nel settore della medicina preventiva e della profilassi in genere.51
Dalla lettura di questa serie si evince anche il notevole impegno della Provincia nei confronti dell'edilizia scolastica che si manifestò dopo gli anni cinquanta attraverso l'adattamento dell'ex clinica Salus a sede del Provveditorato agli Studi e la manutenzione ordinaria di caserme e scuole.
Superata l'emergenza del dopoguerra, l'Amministrazione Provinciale promosse iniziative per pervenire a un soddisfacente livello di sviluppo economico e sociale. In questo ambito, attraverso le delibere, è possibile ricostruire il sorgere del Consorzio delle Marmore che aveva come scopo la valorizzazione turistica della Cascata delle Marmore e del lago di Piediluco. Con l'obiettivo di farne uno dei capisaldi per la valorizzazione turistica della zona, nel 1962 venne acquistata villa Franchetti, l'attuale Villalago.52
Altra serie di grande interesse è quella dei Contratti (1875-1950) che, rilegati in 36 registri, ricchi di dettagli e di disegni tecnici, si prestano ad un gran numero di ricerche su temi diversi: patrimoniali, finanziari, sanitari, urbanistici e permettono di ricostruire particolari e curiosità che spesso non sono più riscontrabili nella realtà attuale. È l'unica serie che comprende documentazione dal 1875 e in cui si può cogliere quindi la trasformazione dell'Umbria dalla sua iniziale condizione di regione con unica provincia alla successiva suddivisione nel 1927, nei due enti di Terni e Perugia. Tale trasformazione appare evidente dal numero di repertorio progressivo della documentazione che subisce un resettaggio proprio all'anno 1927.
Di particolare rilievo in questa documentazione è il gran numero di contratti relativi al “Riattamento della ex caserma dell'Annunziata a sede provvisoria dell'ospedale”, la cui direzione dei lavori fu assunta dall'Ufficio Tecnico provinciale.
La seconda parte dell'inventario del primo deposito è costitui-ta dal carteggio, ordinato seguendo la successione del titolario che risulta diviso in titoli individuati in progressione numerica, a loro volta partiti in singole categorie. Dei nove titoli, soltanto sette sono stati depositati nel 1984 presso l'Archivio di Stato: Amministrazione, Finanza, Istruzione, Beneficenza e Assistenza, Pubblica Sicurezza, Opere Pubbliche e Agricoltura-Industria-Commercio.53 Gli altri due titoli riportati sulla “Pianta dell'Archivio”54, Igiene e profilassi e Miscellanea, sono stati depositati di recente.
Le cinquantotto buste relative all'Amministrazione (1927-1970), sono ricche di documentazione costituita dalle sedute del Consiglio e Giunta Provinciale (1952-1970), dalle adunanze del Rettorato (1938-1940) e dagli ordini del giorno delle sedute della Deputazione Provinciale (1946-1952), che peraltro risultano anche dai verbali delle Delibere originali e dalla serie Copie delle delibere. In questo settore è inclusa la gestione del personale ed è testimoniata l'attività di epurazione, in applicazione del decreto legislativo luogotenenziale 27 luglio 1944, n. 159, attraverso cui vennero sospesi dal servizio circa dieci dipendenti.55
La documentazione del secondo deposito evidenzia manifestazioni volute dal duce ad “esaltazione della stirpe” nella “Giornata della Madre e del Fanciullo”, in cui il servizio di “Assistenza Sociale di Fabbrica” della Confederazione Fascista degli Industriali distribuì corredini, indumenti e lettini ai figli di operai occupati nelle aziende della provincia e consegnò i premi alle tre coppie più giovani e prolifiche prescelte tra gli appartenenti all'Unione Fascista Famiglie Numerose della nostra provincia.56
Attraverso la cospicua sezione della Finanza (1927-1974), composta di ben duecentotrentacinque pezzi, viene documentata l'attività inerente il patrimonio e la gestione finanziaria dell'Amministrazione Provinciale. Essa raccoglie documentazione relativa a: Partitari entrate (1942-1967), Partitari uscite (1942-1967), Residui attivi (1942-1964), Residui passivi (1942-1967), Sussidi illegittimi (1944-1950), Ricovero dementi (1946-1955), Bilanci (1938-1970), Acquisti (1938-1969), Affitti (1926-1962), Cassa (1937-1956), Tassa di circolazione (1927-1974), Imposte varie (1930-1964) e Contributi (1927-1974). Tra questi ultimi emergono quelli a favore di manifestazioni sportive, concerti bandistici e doni alle lotterie. Molto spesso infatti le varie associazioni organizzavano lotterie e chiedevano all'Amministrazione Provinciale di acquistare un “congruo” numero di biglietti per far fronte alle continue richieste di sussidi ed assistenza.
Il cespite principale su cui si fondavano le finanze della Provincia erano le sovrimposte fondiarie. Di queste, quella che aveva realizzato un gettito sicuro e largo fu la sovrimposta sui terreni, mentre l'addizionale all'imposta comunale sulle industrie commerci, arti e professioni, nonostante l'importante complesso industriale di Terni, aveva dato un gettito modesto, sia perché le aliquote dovevano essere contenute nei normali limiti, sia perché molta parte del reddito prodotto veniva attribuito ai grandi centri dove avevano sede le società proprietarie delle industrie.57

Per assicurare il normale funzionamento dei servizi, l'Amministrazione fu costretta a ricorrere ad anticipazioni da parte del cassiere che indussero lo Stato ad imporre il pareggio del bilancio con la contrattazione annuale dei mutui passivi. Numerose carte evidenziano la grande preoccupazione dei dirigenti dell'ente che, in questa dinamica individuarono il rischio di collasso per l'amministrazione:

seguitando così, fra poco ci troveremo ad avere impegnata tutta la sovrimposta fondiaria per l'ammortamento di mutui contratti a pareggio dei bilanci, dimodochè non avremo più alcuna possibilità di ottenere prestiti per finanziare opere pubbliche straordinarie, l'istituzione di nuovi servizi e il miglioramento di quelli esistenti.58

La ripartizione delle spese effettive, risultante dai bilanci del dopoguerra, confermò l'impegno dell'Amministrazione Provinciale nei confronti dei settori delle Opere pubbliche e Beneficenza.
Nelle poche buste del secondo deposito vengono presi in considerazione la sistemazione di partite arretrate con la Provincia di Perugia e col Consorzio Umbro per i Servizi Psichiatrici e i pensionati dell'ex Provincia dell'Umbria.59
Per quanto riguarda l'istruzione, è opportuno dire che la riforma Gentile del 1923, aveva modificato profondamente i rapporti fra gli enti locali e il sistema scolastico, trasferendo dal Comune alla Provincia ogni peso e responsabilità per il funzionamento degli Istituti tecnici e scientifici.60 Infatti, nella categoria Istruzione (1935-1976), composta di 32 buste, è documentata l'attività provinciale prevista dagli articoli 97, 100 e 103 del regio decreto 6 maggio 1923, n. 1054, inerente l'Istituto Tecnico Industriale e annessa Scuola Tecnica Industriale “Benedetto Brin”, il Liceo Scientifico Statale, l'Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Federico Cesi” e la Sezione staccata dell'Istituto Tecnico “Federico Cesi” di Amelia. Tale attività si può riassumere in: assegnazione del personale di segreteria, degli assistenti, dei bidelli; manutenzione, arredamento e distribuzione dei locali; erogazione del materiale scientifico e didattico.
L'ente contribuì anche alla dotazione dei gabinetti scientifici61 e all'allestimento di spazi estivi, come nel caso dell'acquisto di un fabbricato a Igea Marina per allestirvi una colonia.62
Di particolare rilievo in questa serie sono le numerose riviste, periodici e pubblicazioni incluse nella biblioteca che, spaziando dal diritto, all'ingegneria, alla pesca, ai lavori pubblici, all'economia e alla casa cantoniera, offrono un largo ventaglio di possibili ricerche.
Notevole importanza rivestono i documenti del secondo deposito che mostrano un'attività provinciale volta ad istituire borse di studio a favore di studenti meritevoli e in particolare di quelli che frequentavano l'Istituto Tecnico Agrario Statale “Augusto Ciuffelli” di Todi, per incoraggiarne l'inserimento in un settore economico particolarmente depresso.63
Molto interessanti sono anche le buste relative alla Scuola Statale Speciale Psicopedagogica che venne istituita a Terni nel 1959, su iniziativa della Provincia e del Comune di Terni, con lo scopo di effettuare il recupero anche parziale dei minori affetti da anomalie psichiche.64
La categoria Assistenza e Beneficenza (1927-1974) rappresenta con le sue centosessantasei buste uno dei settori più cospicui dell'archivio. Infermi di mente, ciechi, sordomuti, illegittimi esposti all'abbandono, illegittimi riconosciuti dalla madre, sono titolari di un gran numero di fascicoli, le cui informazioni si prestano a studi socio-economici, sanitari e familiari. Interessante è l'uso di espressioni diverse quali “malati di mente”, “deficienti”, “dementi”, “dementi innocui”, usate dagli archivisti per schedare migliaia di “infermi di mente”, senza far riferimento a specifiche categorie mediche. Ampia corrispondenza fu prodotta anche intorno al ricovero e alla cura degli infermi di mente grazie ai difficili rapporti che si determinarono tra le due Province di Terni e Perugia. Prima del 1927, infatti, operavano l'ospedale psichiatrico di Santa Margherita di Perugia e tre sezioni dislocate a Foligno, Spoleto, Città di Castello. Il Consorzio per il Servizio di Assistenza agli Infermi delle due Province di Perugia e Terni, istituito nel 1928, fu motivo di continui contrasti per gli oneri eccessivi che Terni lamentava di pagare. L'esperienza fu chiusa nel 1949 con il trasferimento dei malati ternani nelle strutture sanitarie di Siena, Rieti e Miano (Napoli). La questione fu comunque ripresa negli anni successivi con la creazione a Terni di un Reparto Provinciale d'Igiene e Profilassi mentale, trasformato nel 1963 in Centro d'Igiene Mentale, ispirato a nuove proposte di assistenza alternativa al ricovero, in linea con il movimento che portò alla chiusura dei manicomi.
Mentre di scarsa consistenza sono i carteggi concernenti l'assistenza all'infanzia, settore dove operavano tradizionalmente le opere pie,65 di ben altra rilevanza sono i fascicoli relativi ai minori illegittimi riconosciuti dalla sola madre. L'assistenza era prestata sotto forma di sussidio alle madri o agli “allevatori” o con ricoveri negli istituti. A quest'ultima forma di assistenza, per quanto eccezionale, come si legge in una relazione relativa agli anni 1945-1950, si ricorreva per ragioni di abbandono o di moralità, per permettere alle madri di dedicarsi a qualche proficuo lavoro.66
Tra le competenze svolte dalla Provincia, quelle classificate Pubblica Sicurezza sono raccolte in venti buste. Interessanti per studiare il sistema di protezione antiaerea67 organizzata sul territorio provinciale, queste carte sono utili anche per la ricostruzione delle vicende belliche e testimoniano l'operosità volta a sanare le gravi distruzioni che molte infrastrutture di pertinenza dell'ente subirono.68
Su questi aspetti, complementari sono i fascicoli relativi alle Opere pubbliche, settore dove più incisiva fu l'azione della Provincia come dimostrano le duecentotrentasei buste di documentazione che abbracciano un arco cronologico che va dal 1917 al 1979. L'area d'intervento spaziava infatti dalla costruzione e manutenzione di edifici quali quelli scolastici, sanitari, governativi, alle caserme, case cantoniere e quelli per i dipendenti. Erano comunque le strade a costituire motivo d'intensa attività, soprattutto per la difficoltà di gestire un settore sempre molto oneroso per le scarse forze finanziarie della Provincia.
È possibile notare sfogliando l'inventario del secondo deposito, come superata l'emergenza del dopoguerra, l'attenzione degli amministratori si volse verso ambiti economici diversi come il turismo, per il cui sviluppo vennero impiegate risorse per il miglioramento della viabilità nella Val di Serra, lungo la ferrovia Terni-Spoleto. Nel 1955 venne sistemata la zona turistica presso la Cascata delle Marmore, con una strada di collegamento tra San Liberatore e Penna Rossa. Alla fine degli anni cinquanta, l'Amministrazione Provinciale ottenne dal Ministero del Lavoro la gestione della costruzione della strada panoramica a monte dell'abitato di Piediluco. Si cominciò anche a dare impulso alla valorizzazione dei beni culturali. Nel 1961 venne deliberato il progetto di scavo e di restauro del teatro di Carsulae,69 una delle più importanti opere archeologiche del territorio.
L'attenzione con cui gli organi provinciali hanno guardato le vicende economiche e sociali la si evince anche dai fascicoli della categoria Agricoltura-Industria-Commercio (1946-1976) che, soprattutto nelle 14 buste depositate nel 2002 rivelano la preoccupazione per la crisi industriale che coinvolgeva grandi imprese come la Società Terni, la Bosco, le Miniere di Morgnano, lo Jutificio Centurini, a superamento della quale furono impiegate risorse finanziarie che aggravarono la posizione debitoria dell'ente. Significativi sono anche i carteggi riguardanti studi, convegni, analisi della situazione economica del territorio che sollecitavano ad investire verso forme di sviluppo alternativo all'industria, ormai fonte di costanti crisi.70
Le 142 buste che costituiscono il secondo deposito, coprono un arco cronologico che va dal 1870, grazie alle Licenze e concessioni stradali, al 1980. Riguardano fascicoli facenti parte dei titoli 1, 2, 3, 4, 6 e 7 già in gran parte depositati e i titoli 8 e 9, rispettivamente Igiene e Profilassi e Miscellanea.
Di grande interesse sono le ventinove buste che documentano, dal 1932 al 1978, l'instancabile attività dei servizi sanitari provinciali. La Sezione Medico-Micrografica del Laboratorio d'Igiene e Profilassi, funzionava da centro di accertamento diagnostico per le malattie infettive e sociali; la Sezione Chimica, invece, svolgeva il servizio di “vigilanza igienica sulle sostanze alimentari e bevande, controllava gli acquedotti e forniva consulenze alla SEPRAL, alla Camera di Commercio e alle Autorità giudiziarie”.71
Nei riguardi della profilassi delle malattie infettive, l'attività della Sezione Medico-Micrografica era rivolta all'accertamento sierologico ed emocolturale della più frequente malattia trasmissibile esistente in provincia (la febbre tifoide). I documenti attestano i frequenti esami “coprolopici” tesi all'isolamento del germe responsabile e la segregazione di alcuni “stipiti di salmonelle”, responsabili di forme gastrointestinali estive.
Notevole incremento si ebbe anche nella diagnostica istologica di tumori o di forme infiammatorie a cui collaborò il reparto chirurgia dell'ospedale civile di Narni

33 P. CARUCCI, Le fonti archivistiche: ordinamento e conservazione, Roma 1983.
34 La Commissione Straordinaria, riunitasi per la prima volta il 18 gennaio 1927, era composta dai signori: comm. dott. Gustavo Stravino viceprefetto della Provincia di Terni - presidente, Assettati Dr. Stefano, membro, Coppoli sig. Gaetano, Faina conte avv. Claudio, Misciattelli Marchese Girolamo, Paletti comm. dott. Andrea, Salvati cav. Giuseppe.
35 Il preside s'insediò nell'Amministrazione Provinciale di Terni il 2 maggio 1929 e rimase attivo fino al 1935. Dopo una breve parentesi commissariale, tornò nel 1936 fino al 1943. Primo preside fu il cav. Giovanni Santini.
36 Il Rettorato, insediatosi il 28 aprile 1929, era composto dal comm. dott. Gustavo Stravino, viceprefetto - commissario straordinario per la Provincia di Terni, dal cav. Giovanni Santini- presidente della Provincia, dai rettori effettivi: cav. Federico Cialfi, cav. dott. Mario Bifani e ing. Turreno Gemma, dai rettori supplenti: Ermete Tazza e Francesco Ragugno.
37 La prima Deputazione Provinciale fu nominata dal prefetto con proprio decreto del 28 settembre 1944 ed era composta come appresso. Presidente: avv. Tentoni Mario; deputati effettivi: dott. Sargentini Carlo, dott. Palmerini Bruno, dott. Collosi Giuseppe, dott. Del Medico Augusto, ing. Bergui Guido, sig. Valentini Guido; deputati supplenti: dott. Mazzucca Guido, sig. Valentini Guido.
38 Umbero Gerlo fu nominato prefetto dall'Allied Military Government (AMG) il 17 giugno 1944 e restò in carica, dopo il passaggio della Provincia all'amministrazione italiana (10 maggio 1945) fino al 13 dicembre 1945.
39 AST, ASPT, b. 255 , “Relazione del presidente sull'attività dell'Amministrazione Provinciale”, sfasc. “Deputazione provinciale”.
40 Si veda G. NENCI, Proprietari e contadini nell'Umbria mezzadrile, in Storia d'Italia. Le regioni dall'Unità a oggi. L'Umbria, a cura di R. COVINO e G. GALLO, Torino 1989, pp. 218-225.
41 R. COVINO, Dall'Umbria verde all'Umbria rossa, in Storia d'Italia. Le regioni dall'Unità a oggi. L'Umbria, a cura di R. COVINO e G. GALLO, Torino 1989, p. 586.
42 L'archivio del conte Cesare Pressio Colonnese è depositato presso l'Archivio di Stato. La documentazione, costituita di registri di natura contabile, illustra le vicende della famiglia dal XVI al XX secolo.
43 A. CIUFFETTI, L'Amministrazione Provinciale di Terni dalla nascita al dopoguerra (1927-1952), in Dal decentramento all'autonomia. La Provincia di Terni dal 1927 al 1997, a cura di R. COVINO, Terni 1999, p. 96.
44 Il 9 gennaio 1917, venne stipulato un compromesso tra la Provincia dell'Umbria, la Società Terni e la Società Italiana per il Carburo di Calcio, per la migliore utilizzazione delle acque del Velino. La Provincia di Terni, fin dalla sua costituzione, si preoccupò di chiedere la rescissione della convenzione in quanto stipulata da altro ente, ma il parere di un eminente giurista napoletano fu negativo in pieno. L'energia riservata alla Provincia, secondo il rogito Tassi (11.000 HP), doveva essere posta a disposizione della Provincia ai morsetti delle centrali a prezzo di costo di energia continua e qualora la Provincia non avesse ritirato tale energia, la Società Terni avrebbe dovuto corrispondere un beneficio annuo pari all'8%. Venne chiesto così alla Società di aggiornare di 24 volte il canone corrisposto, in base all'8% del costo dell'energia non ritirata. L'impresa accettò di aggiornare tale canone, ma desiderava che venissero rimosse le osservazioni di principio all'atto costitutivo del Velino. (AST, ASPT II, b. 35 “Consorzio del Velino”).
45 La prima Deputazione Provinciale di questa serie era composta dal presidente prof. avv. Piero Tentoni, dai deputati: Bruno Palmerini, dott. Giuseppe Collosi, dott. Augusto Del Medico, ing. Guido Bergui, sig. Guido Valentini e dott. Vito Mazzucca.
46 La Giunta Provinciale cominciò la sua attività il 10 gennaio 1953 ed era composta dal presidente Rutilio Robusti, dagli assessori effettivi: Guidi Alberto, Catania Alfio, Fiorelli Fabio, Marchino Bruno e dagli assessori supplenti: Ciuchi Luigi e Grassi Giovanni.
47 Il Consiglio Provinciale, la cui presidenza fu assunta dal geometra Rutilio Robusti, iniziò la sua attività il 30 luglio 1952 ed era composto di 24 consiglieri: Alcini dott. Angelo, Baiocco Stelvio, Breccia prof. dott. Angelo, Canneto dott. Amneris, Catania Alfio, Ciuchi Luigi, Faina cav. dott. Aldo, Felizioli Vincenzo, Ferraro prof. ing. Carlo, Fiorelli Fabio, Fravolini Oronte Corrado, Grassi Giovanni, Guidi avv. Alberto, Manica Nereo, Marchino Bruno, Menichetti Arnaldo, Morelli avv. Eucherio, Moriconi geom. Alfredo, Onofri Azelio, Orsini Pietro, Pacelli Corrado, Petrucci prof. Arcangelo, Robusti geom. Rutilio, Salani Carlo.
48 Rutilio Robusti, persona conosciutissima non solo a Narni, dove era stato sindaco prima e dopo il fascismo, è un chiaro antifascista e nulla gli viene risparmiato durante il regime: purghe, carcere, confino. Diventa presidente della Provincia per le sue precedenti esperienze nel settore amministrativo e per la sua affidabilità. La sua gestione dell'Amministrazione è rivolta al miglioramento delle condizioni di vita della classe operaia e alla sua emancipazione (C. SPOGLI, L'Amministrazione provinciale di Terni da Rutilio Robusti a Fabio Fiorelli (1952-1970), in Dal decentramento all'autonomia. La Provincia di Terni dal 1927 al 1997, a cura di R. COVINO, Terni 1999, p. 155).
49 Fabio Fiorelli, aveva aderito al PSI nel giugno 1944, all'indomani di uno scontro con i tedeschi in ritirata che era costato drammatiche conseguenze alla sua famiglia. Era stato tra i promotori della prima Federazione Giovanile Socialista a Terni, di cui fu subito segretario. Fondatore del settimanale “Avanguardia Socialista”, fu anche collaboratore de “La Turbina”. Egli inventa, fa tutto quello che è in suo potere per rendere protagonista la Provincia nell'ambito locale, regionale e talvolta anche nel confronto col governo nazionale. Prende in considerazione problematiche nuove come il turismo e propone una riflessione ampia sulla crisi, sulla programmazione economica e sulla salute (Ibidem, p. 156).
50 F. FIORELLI, C'era una volta un socialista scomodo 1944-1970. Intervista di Franco Fogliano, Arrone 1988, p. 369.
51 AST, ASPT, Copie delle delibere, b. 92, delibera n. 244.
52 Ivi, b. 85, delibera n. 173.
53 La categoria Industria-Agricoltura-Commercio è costituita di una sola cartella non contenuta nell'elenco del primo deposito.
54 La “Pianta dell'Archivio”, corrispondente al titolario, è stata consegnata all'Archivio di Stato dopo vari anni dal deposito degli atti.
55 Ivi, b. 289 “Allontanamento dall'ufficio di appartenenti al partito fascista con qualifiche e cariche speciali”.
56 AST, ASPT II, b. 11 “Feste e Commemorazioni”.
57 “La Provincia ha attinto largamente da questa imposta aggravando i contribuenti da lire 1.653.168 (aliquota 7% su reddito non rivalutato) del 1945, fino a lire 106.105.187 (aliquota 37,50 su reddito rivalutato 12 volte) del 1950. Ma oltre questo limite non si è potuto andare per non compromettere seriamente l'agricoltura” (AST, ASPT, b. 255, “Relazione sull'attività dell'Amministrazione Provinciale”, sfasc. “Patrimonio e Finanze”).
58 Ibidem.
59 Nel 1951 la Deputazione Provinciale di Terni delibera di estendere i benefici di cui alla deliberazione della Provincia di Perugia n. 275 del 4 giugno 1951 ai pensionati della Cassa Provinciale, consistenti nell'aumento del 10% delle pensioni ordinarie, vigenti anteriormente all'1 luglio 1949, e si riserva di addebitare alla Provincia di Perugia la quota di spesa a suo carico sui miglioramenti economici, spettanti ad alcuni pensionati, in proporzione del servizio dai medesimi prestato alle dipendenze dell'ex Provincia dell'Umbria (AST, ASPT II, b. 14 “Ex Provincia dell'Umbria. Pensione al personale iscritto alla ex Cassa Provinciale”).
60 E. OTTAVIANI, Gli enti locali e i problemi dell'Istruzione, in L'istruzione tecnico-industriale a Terni dal 1860 ai giorni nostri, catalogo della mostra, Terni 1985, p. 50.
61 AST, ASPT, Delibere, b. 2, seduta del 19 settembre 1927, n. 284.
62 AST, ASPT, Contratti, b. 107, fasc. 284, 28 giugno 1935.
63 AST, ASPT II, b. 21 “Istituzione borse di studio”. Sull'istruzione agraria a Todi cfr. anche Cento anni di istruzione agraria a Todi. Dalla colonia agricola all'Istituto Tecnico Agrario (1864-1964), Città di Castello 1964; F. BETTONI, L'istruzione agraria nell'Umbria: tendenze, obiettivi, istituzioni (1820-1920), in Le conoscenze agrarie e la loro diffusione in Italia nell'Ottocento, a cura di S. ZANINELLI, Torino 1990, pp. 359-386; ARCHIVIO CENTRALE DELLO STATO, L'istruzione agraria (1861-1928), a cura di ANNA PIA BIDOLLI e SIMONETTA SOLDANI, Roma 2001, pp. 496-500.
64 AST, ASPT II, b. 24 “Scuola Speciale Psicopedagogica Terni. Scuola per anormali psichici trasformata poi in Scuola Speciale Psicopedagogica”.
65 Per uno studio sull'attività assistenziale delle opere pie in Umbria cfr. CASSA DI RISPARMIO DI TERNI, Inventario degli archivi del Monte di Pietà e delle antiche Confraternite a Terni, a cura di M. PERICOLI, Terni 1985; R. MARIANI, Le confraternite della diocesi di Terni e la nuova legge sulle opere pie, Terni 1891; R. GRADASSI LUZI, L'antico archivio delle opere pie di Terni, in “Bollettino della R. Deputazione di storia patria per l'Umbria”, VIII (1902), n. 3, pp. 519-529; SOPRINTENDENZA ARCHIVISTICA PER LUMBRIA, Le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza dell'Umbria. Profili storici e censimento degli archivi, a cura di M. SQUADRONI, Roma 1990.
66 I sussidi corrisposti alle madri o agli allevatori nel 1945, oscillavano da un massimo mensile di 75 lire ad un minimo di 15 a seconda dell'età dei minori; nel 1946, 1947, 1948 vennero elevati ad un massimo di 300 lire e ad un minimo di 120. Il premio di riconoscimento dalle 100 lire del 1945 fu elevato a 300 per gli anni 1946, 1947 e 1948 e a 900 per il 1949. Il premio di legittimazione dalle 400 lire del 1945 venne portato a 1.200 negli anni 1946, 1947 e 1948 e a 3.600 nel 1949 e 1950. Per il 1951 tutti i predetti sussidi vennero notevolmente aumentati (AST, ASPT, b. 255, “Relazione sull'attività dell'Amministrazione Provinciale”, sfasc. “Assistenza e Beneficenza”).
67 Il Comitato Provinciale di protezione antiarea organizzò corsi di preparazione per le squadre di primo intervento, in caso di incursioni aeree nel Palazzo del Governo e compilò un progetto di protezione antincendio dell'ex Palazzo del Governo, sito in piazza Solferino (AST, ASPT, b. 1519 “Protezione antiaerea. Mobilitazione civile”). Sulla progettazione e programmazione dei sistemi difensivi e dello sfollamento nella provincia di Terni cfr. R. GALLI, R. NATALINI, A. PROIETTI E L. SALVATORI, Sistemi di difesa, bombardamenti e sfollamento in provincia di Terni, in L'Umbria dalla guerra alla resistenza, atti del convegno “Dal conflitto alla libertà” (Perugia, 30 novembre - 1 dicembre 1995), a cura di L. Brunelli e G. Canali, Foligno 1998.
68 AST, ASPT, b. 255, “Relazione sull'attività dell'Amministrazione provinciale”, sfasc. “Lavori pubblici e attività dell'Ufficio Tecnico”.
69 Su Carsulae e i suoi monumenti cfr. D. CASCIOLI, I tre archi, cenno storico sulla città umbra di “Carsulae”, municipio e colonia romana “ora San Gemini”, Roma 1970; A. MORIGI, Carsulae. Topografia e monumenti, Roma 1997; P. BRUSCHETTI, Carsulae, Roma 1995.
70 L'Amministrazione Provinciale incaricò il dott. Carlo Sargentini di predisporre uno studio esauriente sull'agricoltura della provincia e sulla sua irrigazione, in relazione all'attività dei consorzi di bonifica, allo scopo di individuare le cause e le conseguenze della crisi che travagliava questo importante settore (AST, ASPT II, b. 106 “Difesa dell'economia cittadina”).
71 AST, ASPT, b. 255 , “Relazione sull'attività dell'Amministrazione Provinciale”, sfasc. “Sanità e Igiene”.

 

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