La Sezione Chimica

 

Ispezionò i due molini a cilindro esistenti nella provincia, i pastifici, qualche stabilimento enologico, le fabbriche di acque gassose, sciroppi, i pochi burrifici ed acetifici, nonché le sorgenti di acque minerali Sangemini e Amerino. Un incremento notevole subirono i prelevamenti di pane per effetto delle lagnanze verificatesi specialmente nel capoluogo, lagnanze determinate soprattutto da difetti di lievitazione e cottura del pane.72

Durante il periodo bellico, in essa confluì tutto il lavoro di analisi dei privati e degli enti assistenziali tra cui l'ospedale civile di Terni, che utilizzò il laboratorio fino al momento in cui cominciò a funzionare il “Gabinetto di analisi” annesso all'ospedale stesso.
Il medico provinciale sovrintendeva il Laboratorio e vigilava sui servizi sanitari del Consorzio Antitubercolare e della Federazione ONMI.73 La Provincia provvedeva anche ai servizi antitubercolari, menzionati nella legge 24 luglio 1919, n. 1389, e ai servizi per la cura antirabbica (RD 30 dicembre 1923, n. 2889).

Dalle carte dell'archivio storico della Provincia emerge nitida l'immagine di un'istituzione pienamente inserita sul territorio. Progetti, delibere, contratti, offrono quadri precisi di vita politica ed amministrativa locale, dove si concretizzano bisogni e aspirazioni di una popolazione sempre attiva. Le buste spesse e colme di documentazione su Beneficenza, Sanità, Istruzione, Opere pubbliche, raccontano la laboriosità del capoluogo e degli altri centri della provincia, rimandano immagini di maniche rimboccate a ricostruire dopo la tragedia dei bombardamenti, quelle più tranquille di ordinaria amministrazione e quelle di solidarietà nei confronti di infermi e dementi che abbisognavano di alimenti e medicine a cui si provvedeva con sussidi.
Sono molteplici le informazioni che possono essere desunte dall'imponente complesso documentario. Molti sono gli studi che si sono avvalsi di queste carte, a cominciare dal volume Dal decentramento all'autonomia. La Provincia di Terni dal 1927 al 1997 con cui si sono concluse le celebrazioni per il settantesimo anniversario dell'istituzione della Provincia di Terni. Ciò non di meno ancora molti sono i campi d'indagine quasi inesplorati, che attraverso riscontri incrociati con altre fonti potrebbero essere arricchiti e completati. È questo il caso ad esempio della storia della salute a Terni, di cui pochissimi studiosi si sono occupati: spesso nell'ambito di un discorso più generale, solo raramente in riferimento a malattie professionali e all'inquinamento ambientale. Entrano in gioco così i ruoli degli enti, del Comune e della Provincia, che elargiscono benefici ed assistenza, il loro calarsi nella realtà ternana, il loro dialogare nello svolgimento delle proprie competenze che spesso trovavano i medesimi campi di applicazione, come nel caso dell'assistenza e beneficenza e della sanità-igiene.
Attraverso il Laboratorio d'Igiene e Profilassi, istituito negli anni trenta, l'attività sanitaria del Comune e della Provincia fu diretta all'accertamento sierologico ed emocolturale della più frequente malattia trasmissibile (la febbre tifoide) e all'isolamento del germe responsabile nonché alla vigilanza sull'igienicità delle sostanze alimentari e bevande.
Queste informazioni possono rappresentare dei punti di partenza di una ricerca documentaria che include numerosi quesiti relativi all'incidenza delle malattie, alla prevenzione ed igiene, alla vigilanza sanitaria e ai contributi assistenziali spettanti ai Comuni e alla Provincia, alla tutela dell'infanzia abbandonata, al modo in cui veniva reperito il denaro per realizzare opere di beneficenza, alle malattie infettive ed epidemie in genere, all'assistenza sanitaria domiciliare, ai sanatori e dispensari antitubercolari, alle associazioni di pronto soccorso e salvataggio.
Oggi più che mai quindi, si può dire che tali archivi, in quanto memoria del territorio e dell'azione umana esplicata su di esso, contribuiscono alla formazione di una corretta identità culturale come forma di conoscenza di sé e degli altri.

72 AST, ASPT II, b. 126, “Laboratorio d'Igiene. Attività. Relazioni annuali, 1940-1941”.
73 AST, ASPT, b. 255, “Relazione sull'attività dell'Amministrazione Provinciale”, sfasc. “Sanità e Igiene”.

 

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