Cervara

 
 

Venendo da Terni, lungo la S.S. Valnerina, dopo Pentima, in vocabolo Centrale di Cervara, si vede sulla destra il complesso della Centrale di Cervara. Attraversato il ponte sul Nera, al Km. 2+700, s'incontra sulla destra l'edificio della prima centrale del 1903, poi utilizzato come mattatoio e ora come officina dell'Enel, e sulla sinistra l'impianto del 1906 oggi in disuso. A monte è situata la vasca di carico da cui partivano sette condotte forzate che alimentavano la centrale. Primo impianto idroelettrico per sfruttare l'energia idraulica del Nera, fu costruita dalla Società Industriale della Valnerina che ottenne dal Comune la concessione ventennale per la fornitura d'energia elettrica. Fu ristrutturata integralmente nel 1906, con nuove condotte forzate e nuovi gruppi turbo-alternatori da 1.700 Kw accanto ai due da 750 Kw. L'energia così prodotta fu destinata allo stabilimento per la produzione del carburo di calcio che la stessa società aveva costruito a Narni nel 1908. La società fu rilevata dalla Società Italiana per il Carburo di Calcio Acetilene e altri Gas nel 1909, e divenne proprietà della Società Terni nel 1922. Nel quadro di sviluppo idroelettrico degli anni trenta del Novecento, Cervara, pur obsoleta rispetto ai nuovi impianti, fu utilizzata con una potenza installata di 10.000 Kw. Distrutta nel 1944 dai tedeschi e subito ricostruita, la centrale chiuse in seguito all'entrata in funzione dell'impianto di Monte Argento nel 1950-1951.

 

 
 
 

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