Il Lago di Piediluco

 
 

Il canale che collega il lago di Piediluco al fiume Velino, è visibile in località Il Porto, al Km. 23 della S.S. Ternana N. 79. Nel 1922 si realizzò la fusione tra la Società Italiana per il Carburo di Calcio Acetilene e altri Gas e la Società Altiforni Fonderie e Acciaierie di Terni, che cambiò la propria denominazione in Terni - Società per l'Industria e l'Elettricità. A seguito della complessa vicenda di ristrutturazione che ne seguì, la Società Terni assunse il ruolo di gruppo finanziario tra i più importanti del paese. Per sviluppare il programma idroelettrico, vero asse portante del nuovo assetto societario, si progettò di regolare il sistema costituito dal bacino Nera-Velino. Lo scopo era quello di compensare i bisogni energetici stagionali, integrando gli impianti dell'Italia centrale con quelli della catena alpina, creare energia per le produzioni elettrochimiche e vendere le eccedenze su vasta scala. Appartiene a questa fase la costruzione del canale di collegamento, lungo circa m. 500, e la costruzione di un altro canale di Km. 42, che riversa nel lago di Piediluco le acque del Nera captate a valle della Centrale di Preci, insieme con quelle degli affluenti Corno e Vigi. Il lago naturale diviene così un serbatoio di compensazione settimanale, le cui acque elevano la potenza della Centrale di Papigno, e in seguito di Papigno-Galleto. Attualmente l'opera mantiene ancora la funzione originaria.

 

 
 
 

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