Papigno e l'ex Stabilimento elettrochimico

 
 

Il medievale castello di Papigno, rappresenta uno dei centri storici minori più trasformati dall'industrializzazione: sono ancora visibili i tetti "impolverati" dall'inquinamento prodotto dalla fabbrica della Società Italiana per il Carburo di Calcio. Dal paese si ha una visione complessiva della fabbrica sottostante, della cava e delle condutture per la Centrale idroelettrica di Papigno. Il territorio è stato trasformato profondamente, tanto che la lettura del sito è ancora possibile, anche se il complesso industriale è ormai chiuso da decenni. L'ex stabilimento elettrochimico, in via Carlo Neri a Papigno, oggi di proprietà del Comune di Terni e in parte dell'Enel, è stato utilizzato fin dalla sua costruzione nel 1901 per le produzioni elettrochimiche della Società Italiana per il Carburo di Calcio Acetilene e altri Gas, e poi della Società Terni. Esso copre una superficie complessiva di 105.450 mq. Dal Km. 4+200 della strada statale Valnerina, la fabbrica invade il territorio con edifici in cemento armato e laterizi di grandi dimensioni, con condotte forzate e con la cava sul Monte S. Angelo, con la teleferica in struttura di acciaio reticolare che supera il corso del Nera. La Società Italiana per il Carburo di Calcio, fu costituita nel 1896. A cavallo tra fine Ottocento e primi del Novecento divenne leader mondiale della produzione del carburo di calcio. Dopo la fusione con la Terni questo stabilimento, insieme alle altre attività e concessioni della Carburo, contribuì a quel grande progetto elettrochimico e idroelettrico che consentì alla Società di giocare un grande ruolo nel contesto nazionale, compensando, in tal modo, le perdite di una siderurgia, come quella ternana, volta soprattutto ai prodotti bellici. In seguito alla nazionalizzazione dell'energia elettrica e allo scorporo della Terni nel 1963, lo stabilimento entrò a far parte della Terni Industrie Chimiche inserita nella Finsider. Passato all'Eni nel 1967 fu chiuso nel 1973. La fabbrica fu ristrutturata prima nel 1928, poi negli anni sessanta, arrivando ad occupare un area corrispondente a quella attuale. Recentemente il Comune di Terni ha ristrutturato la palazzina che era adibita ad uffici e tre capannoni per varie iniziative culturali e non, e ha aperto una parte della fabbrica ad associazioni sportive.

 

 
 
 

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